Home - Comunicati - lettera al Presidente della Regione dal Presidente Ferrantelli
UNIONE DEI COMUNI "ALTO VERDURA E GEBBIA"
(Lucca Sicula - Villafranca Sicula - Burgio - Calamonaci)
Provincia di Agrigento
Al Presidente della Regione Siciliana
On. Raffaele Lombardo
Palazzo d’Orléans
Piazza Indipendenza
90100 Palermo
Assessore Regionale alla Sanità
Prof. Massimo Russo
Piazza O. Ziino
90100 Palermo
Al Direttore Generale
A.U.S.L. n.1
Dott. Giuseppe Di Carlo
Viale della Vittoria
92100 Agrigento
Al Direttore Sanitario
Dott. Rosario Garofalo
Ospedale F.lli Parlapiano
Ribera
Sua Eccellenza il Prefetto
Dott. Umberto Postiglione
Agrigento
e p.c.
Prof. Antonino Scaturro
Sindaco di Ribera
On. Min. Angelino Alfano
On. Giuseppe Ruvolo
On. Calogero Mannino
On. Giuseppe Marinello
On. Assess. Luigi Gentile
On. Assess. Michele Cimino
On. Assess. Roberto Di Mauro
On. Salvatore Cascio
On. Angelo Capodicasa
On. Vincenzo Marinello
On. Giovanni Panepinto
Prof. Eugenio D’Orsi
Presidente Provincia Reg.
Agrigento
Oggetto: Ipotesi di chiusura dell’Ospedale di Ribera.
Il sottoscritto, nella qualità di Presidente pro-tempore dell’Unione dei Comuni
“Alto Verdura e Gebbia” comprendente i Comuni di Burgio, Calamonaci, Lucca
Sicula e Villafranca Sicula, intende rappresentare, nel giorno dell’insediamento
del nuovo Direttivo e dell’Assemblea della suddetta istituzione, un’istanza
sociale di notevole rilievo relativa alla ventilata ipotesi di chiusura
dell’Ospedale di Ribera, argomento di grande attualità che interessa anche le
comunità di questi paesi.
Tra le prime istanze, infatti, che i nuovi quattro sindaci dei suddetti comuni,
eletti nella recente tornata elettorale amministrativa, hanno avuto rassegnate
dai rispettivi cittadini va annoverata quella di intervenire con chiarezza e
determinazione per scongiurare il ridimensionamento e la successiva e definitiva
chiusura dell’Ospedale della vicina città di Ribera.
In verità, la città di Ribera, da sempre, ha rappresentato per i paesi viciniori
un punto di riferimento importante per la presenza di istituzioni scolastiche
(Istituti di insegnamento superiore), servizi sociali e sanitari (SERT, servizi
di igiene mentale, laboratori radiologici e di analisi chimiche e biologiche),
servizi culturali (cinema e teatro), di cui i cittadini hanno fruito nel passato
e continuano a fruire.
Tuttavia, il trait-d’union per antonomasia tra la città di Ribera ed i numerosi
paesi del suo hinterland è sempre stato, sin dalla sua istituzione, l’Ospedale
“Fratelli Parlapiano”, fiore all’occhiello e motivo di vanto del grosso centro
agricolo agrigentino che, soprattutto nel corso degli ultimi anni, con il
potenziamento di alcune specialistiche mediche e la indiscussa e riconosciuta
efficienza e professionalità dei suoi operatori ha raggiunto punte di
eccellenza, divenendo una realtà nota anche a livello regionale.
La ventilata ipotesi di chiusura dell’Ospedale di Ribera se, da un lato, ha
provocato sconforto nella locale comunità e nelle realtà vicine, dall’altro, ha
fatto scaturire un movimento spontaneo e democratico di protesta volto a
scongiurare il concretizzarsi di questa intenzione.
La chiusura di questa importante struttura sanitaria pubblica appare come una
ulteriore penalizzazione nei confronti non solo della città di Ribera ma
soprattutto di quelle piccole realtà territoriali interne che soffrono della
mancanza di quei servizi essenziali, necessari per migliorare la qualità della
vita dei cittadini.
Pertanto, nella qualità di rappresentante pro-tempore della suddetta
istituzione, nell’ottica, appunto, del concetto di “Unione”, inteso come
strumento per la creazione di servizi in comune fra Comuni, si invitano le
autorità preposte a rivedere il quadro delle scelte sanitarie regionali, si
informa la deputazione regionale e nazionale del nostro territorio e, comunque,
si manifesta la ferma e netta contrarietà alla paventata chiusura dell’Ospedale
di Ribera.
Il Presidente dell’Unione dei Comuni
“Alto Verdura e Gebbia”
Prof. Vito Ferrantelli